Perché lo sport può essere uno spunto nella formazione aziendale: i 5 punti cardine!

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Quando si dice che “lo sport è metafora della vita” – anche se ormai il concetto, così espresso, è altamente inflazionato e annoiante – si dice la verità. Lo è nel senso più tecnico e logico del termine. Nonostante siamo abituati a vedere lo sport come espressione di passione, sentimento, pianti, sacrifici – escluse le sue deviazioni maggiori fatte di soldi, successo e business – l’attività sportiva è presente nella vita di ognuno di noi fin dalla tenera età ed è quell’attività che ci obbliga a fare i conti con regole, tempistiche, altre persone, risultati e reazione alla negatività.

LE REGOLE – Ogni sport – che si tratti di sport di disciplina come le arti marziali piuttosto che di sport di prestazione come l’atletica o di sport di gioco, come gli sport di squadra – segue delle regole predefinite che indicano chiaramente il confine dell’attività: il confine territoriale del campo da gioco, il confine tecnico dei movimenti concessi e di quelli vietati, i confini comportamentali sanzionabili. Ognuno può anche decidere di violare le regole, ma nel momento in cui le regole non vengono rispettate, lo sport ci insegna che si va incontro a delle conseguenze: squalifica, ammonizione o anche, semplicemente, una vittoria o una sconfitta. Nello sport, le regole non si possono mai ignorare ed è implicita la loro accettazione. Si può decidere di violarle e si deve prendere in considerazione l’ipotesi che succeda: nessuno giocherebbe a calcio scommettendo di non fare mai fallo su un avversario, fa parte del gioco.
Tutti, nello sport, sappiamo che le regole esistono e meglio le conosciamo, più possibilità abbiamo di divertirci e vincere.

LE TEMPISTICHE – Nello sport, come nella vita, che sia aziendale o quotidiana, esistono dei tempi molto precisi. La partita e la gara che iniziano ad un determinato orario, il tempo limite per un’azione il minor tempo come obiettivo di prestazione. Rispettare i tempi è fondamentale sia nella fase di competizione che in quella di allenamento: per poter partecipare alle attività, per rispettare gli altri e farsi rispettare. Avere a che fare con lo sport, sin dai primi anni di vita, insegna a rispettare gli orari e ad accettare le conseguenza del mancato rispetto.

LE ALTRE PERSONE – Qualsiasi sport si scelga, non si è mai da soli: anche negli sport individuali, esistono persone che girano intorno alle gare, agli allenamenti, senza dimenticare le persone più importante per iniziare a pensare alla competizione: gli avversari. Con la loro esistenza, questi insegnano la presenza di limiti fisici evidenti e, nello stesso tempo, di specchi nel quali vedere se stessi, accettando i comportamenti positivi e stigmatizzando quelli negativi. Diventano un modello da imitare se più forti, un a presenza necessaria per mostrare la propria forza, se più deboli di noi. La necessità che esistano le “altre persone” nello sport insegna il rispetto: che non è assenza di agonismo, non è garanzia che non si sbaglierà mai l’un con l’altro. E’ però un metodo che porta a vivere la passione in maniera forte, a rendersi conto degli sbagli, a chiedere scusa, a dividere la vita dal campo da quella fuori.

I RISULTATI – Nello sport si fanno subito i conti, prima ancora che con la competitività, con i risultati. Si vince o si perde. E senza la pretesa di dover vincere sempre, né di dover fare una tragedia se gli obiettivi non vengono raggiunti, è altamente formante lavorare ed impegnarsi per raggiungere un obiettivo, un sogno, una vittoria. Insegna il sacrificio, insegna a prendere in considerazione l’ipotesi di perdere senza che questa si trasformi per forza in paura di non vincere. Esistono i risultati e per quelli si sgobba.

REAZIONE ALLA NEGATIVITA’ – Non esistono sportivi che abbiano centrato sempre l’obiettivo in maniera perfetta, neanche i più forti. Non esistono cestisti che hanno trasformato tutti i tiri in canestri, nè calciatori che non hanno mai sbagliato un rigore o pallavolisti che non abbiano tirato fuori un attacco, atleti che abbiano fatto un tempo più alto di quello previsto. Reagire al mancato obiettivo raggiunto è una delle principali cose che lo sport insegna a chi lo pratica.

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Il mondo dello sport “minors” (e diciamo “minore” con orgoglio!) regala tante opportunità: permette alle persone di praticare il proprio sport preferito nel tempo libero, permette la creazione di amicizie di vita, di vivere una comunità, di mantenersi in forma, di fare “caciara”, di stare insieme, di vincere e perdere. Insomma, di fare dello sport un ottimo impiego del proprio tempo.

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